C'è una notizia che molte aziende italiane non hanno ancora letto, o hanno letto e non hanno ancora calcolato fino in fondo.
Dal 1° gennaio 2026, le regole sul fringe benefit per le auto aziendali sono cambiate in modo significativo. E il cambiamento non è un dettaglio tecnico da lasciare al commercialista: è un'opportunità concreta di risparmio che si misura in migliaia di euro l'anno, per ogni veicolo in flotta.
Prima di tutto: cos'è il fringe benefit sull'auto aziendale
Quando un'azienda mette a disposizione un'auto a uso promiscuo, cioè utilizzabile sia per lavoro che per uso personale, questo vantaggio viene considerato un compenso in natura per il dipendente. In quanto tale, è soggetto a tassazione IRPEF sulla base di una percentuale del costo chilometrico ACI del veicolo.
Fino al 2024, quella percentuale dipendeva dalle emissioni di CO₂. Dal 2026, il criterio è più semplice e più netto: dipende dal tipo di alimentazione del veicolo.
Le nuove percentuali 2026: la differenza è enorme*
Ecco cosa cambia concretamente:
| Tipo di veicolo | Percentuale fringe benefit |
| Elettrico puro (BEV) | 10% |
| Ibrido plug-in (PHEV) | 20% |
| Termico (benzina, diesel, GPL, metano) | 50% |
Tradotto in pratica: su un'auto con un costo chilometrico ACI di riferimento pari a 10.000 euro annui, il fringe benefit imponibile sarà di 1.000 euro per un elettrico, 2.000 per un plug-in, e 5.000 euro per un termico tradizionale.
La soglia di esenzione fiscale per il 2026 è fissata a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti, e a 2.000 euro per chi ha figli a carico.
Il risultato? Su molti modelli elettrici di fascia media, il dipendente ha l'auto aziendale a costo fiscale praticamente zero. Per l'azienda, invece, la deducibilità dei costi sale al 70%, contro il 20% dei veicoli tradizionali. Non è un incentivo ambientale camuffato da norma fiscale: è convenienza pura, con i numeri che lo dimostrano.
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Un esempio ipotetico
Prendiamo due scenari: un'azienda che assegna a un dipendente un'auto termica da 35.000 euro, e una che sceglie invece un elettrico di pari fascia.
Auto termica, benzina da 35.000 euro
- Fringe benefit imponibile: circa 4.500-5.000 euro l'anno
- Costo fiscale aggiuntivo per il dipendente (IRPEF 27%): circa 1.200-1.350 euro l'anno
- Deducibilità per l'azienda: 20% dei costi (su un massimale di 18.075 euro)
Auto elettrica da 35.000 euro
- Fringe benefit imponibile: circa 700-900 euro l'anno
- Costo fiscale per il dipendente: sotto la soglia di esenzione, quindi zero
- Deducibilità per l'azienda: 70% dei costi, senza limite di massimale sul valore del veicolo
Per l'azienda, la differenza di deducibilità tra i due scenari vale migliaia di euro l'anno per veicolo. Su una flotta di cinque auto, l'impatto è rilevante. Su dieci, diventa strategico.
Il noleggio a lungo termine amplifica tutto
Se il risparmio fiscale è già significativo con l'acquisto, il noleggio a lungo termine lo rende ancora più efficiente e lo semplifica.
Con un contratto NLT di almeno 36 mesi, l'azienda deduce la stessa percentuale (70% per l'elettrico) sull'intero canone mensile, che comprende già assicurazione, manutenzione, gomme e soccorso stradale. Non ci sono spese separate da documentare, non ci sono imprevisti di gestione, non ci sono veicoli da ammortizzare o da rivendere a fine vita.
Il canone è uno, è fisso, è tutto incluso, e il 70% è deducibile.
Per chi gestisce la contabilità aziendale, è anche una questione di semplicità operativa: meno voci da giustificare, meno rischi in sede di accertamento, meno tempo sprecato a raccogliere fatture sparse.
Chi ne beneficia di più
Questa normativa è particolarmente vantaggiosa per tre categorie:
Aziende con dipendenti a cui viene assegnata un'auto in uso promiscuo. Il risparmio IRPEF per il dipendente equivale a un aumento netto dello stipendio, senza costi aggiuntivi per l'azienda. È lo strumento di welfare aziendale più efficiente del 2026.
Professionisti e titolari di partita IVA con veicolo strumentale. La deducibilità al 70% sui costi di un elettrico in NLT cambia in modo sostanziale il calcolo di convenienza rispetto all'acquisto o al noleggio di un termico.
Responsabili acquisti e fleet manager che gestiscono più veicoli. A parità di budget, una flotta elettrica in NLT genera un risparmio fiscale complessivo che riduce il costo reale per veicolo in modo misurabile.
L'ostacolo che frena molte aziende: l'incertezza sulla scelta
La norma è chiara. L'opportunità è concreta. Eppure molte aziende ancora non si sono mosse, e i motivi sono comprensibili.
Quale modello scegliere tra un mercato che offre decine di opzioni nuove ogni mese? Come valutare il valore residuo di un elettrico rispetto a un termico? Conviene il full electric o basta un plug-in? Qual è il canone NLT realistico per la mia situazione specifica?
Queste sono domande legittime, e nessuna risposta generica le risolve davvero. La risposta giusta dipende dal tipo di utilizzo, dai chilometri annui, dal settore dell'azienda e dalla composizione della flotta esistente.
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